Buongiorno ragazzi,

oggi si ritorna sui banchi di scuola e i giornalisti sono pronti con le loro proposte settimanali. Scopriamo insieme i temi di questa settimana.

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla dell’esperienza scolastica fatta finora.

Le vacanze sono finite ed è tempo per voi di fare un piccolo bilancio sulla scorta di un’ indagine uscita poche settimane fa chiamata Alma Diploma. Questa indagine traccia il profilo dei diplomati e spiega come il gradimento nei confronti della scuola sia un po’ aumentato: circa l’’80% dei ragazzi dice che l’esperienza scolastica è stata positiva e promuove anche i professori.

L’altro dato che merita una riflessione è quello sulla rivalutazione della scelta fatta: tornando indietro la rifareste?

Un ragazzo su tre, ancora oggi, dice che tornando indietro alla fine della terza media non rifarebbe la scelta fatta. Spesso i ragazzi sono stati condizionati più ancora dai genitori che dai consigli dei professori e molti di loro sono pentiti della scelta.

La domanda che la giornalista vi pone è la seguente: siete soddisfatti della scelta fatta quando eravate ancora molto giovani o vi siete pentiti? Più in generale, quale voto dareste alla vostra esperienza scolastica considerando il tempo a scuola, ma anche quello extra scolastico?

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla dei dati e del mestiere del futuro.

Qualsiasi lavoro sceglierete tra qualche anno avrete a che fare con i dati, spiega il giornalista. In questi giorni sono usciti sui giornali i nuovi trend tecnologici e come avrete letto si parla insistentemente di intelligenza artificiale, di big data e di data science.

Questo non vuol dire che tutti quanti studieremo matematica e tutti quanti diventeremo ingegneri, però quel che è certo è che anche una posizione come quella del giardiniere oppure quella dell’esperto di beni culturali avrà a che fare con informazioni che provengono da altri campi del sapere.

Servirà sapere solo un po’ di matematica e conoscere cosa chiedere ai dati. Si avrà accesso a tantissimi dati e per questo sarà necessario trovare le informazioni giuste, informazioni che in passato non era certo possibile ottenere.

Bisognerà trovare connessioni e capire che alcuni fenomeni sono in relazione tra loro. In questo caso la cosa importante è avere forti competenze nel proprio campo e capire cosa domandare ai dati. Queste sono le uniche cose chiare che sappiamo sul mestiere del futuro. Mai come in questi anni il mestiere del futuro è qualcosa che non si è ancora capito. Si ha chiara una direzione e si ha chiaro che rispetto al passato serviranno nuove competenze.

Il futuro è vicino, straordinariamente interessante, basta avere la curiosità per affrontare le nuove sfide. Voi cosa ne pensate?

 

 

Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionale, vi parla della lingua sbalconata.

Generazione che vai, gergo che trovi: gli studenti di scienze della comunicazione della LUMSA hanno raccolto ben 500 parole e locuzioni nuove, originali, della lingua italiana.

La nostra lingua cambia continuamente e nel glossario scritto dagli studenti si trovano parole di tutti i tipi: abbreviazioni come “omv” che significa sto arrivando, a parole che derivano da lingue straniere come il verbo “drinkare” o ancora parole prese dal dialetto “piottare”.

Il tratto distintivo di tutti questi nuovi vocaboli lo svela un linguista, Michele Cortellazzo, che parla di concisione nell’esprimersi e colloquialità come caratteristiche della comunicazione digitata.

La generazione Z, nata con internet nella culla, è la generazione a cui appartenete anche voi e per questo la giornalista vi chiede: come definireste la vostra generazione? C’è una caratteristica che gli attribuireste?

 

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