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Nicola Saldutti, blogger per il Corriere della Sera, questa settimana vi parla di Energia. La nuova frontiera delle energie cosiddette rinnovabili sono le onde del mare: è possibile infatti ricavare dal moto ondoso del mare energia che può essere convogliata ed utilizzata per il quotidiano. L’Italia ha un ruolo molto importante in questo contesto dal momento che la compagnia che se ne sta occupando è l’ENI. Tra qualche anno, si spera, molti di voi potranno utilizzare l’energia che viene dal mare. Tra le energie rinnovabili non possono non essere menzionate quelle già esistenti come quelle del vento e del sole. Il quesito che vi pone il giornalista è questo: siamo davvero alla fine dell’era del petrolio come fonte di energia (considerato che il petrolio è da sempre accusato di essere tra i responsabili dell’inquinamento e del cambiamento climatico)? Pensate che vivremo in un tempo fatto solo di energie rinnovabili o pensate che vivremo in un tempo in cui saranno presenti entrambi presenti con opportune correzioni per evitare l’inquinamento?

Luca Tremolada, blogger per Il Sole 24 Ore, vi parla di denaro contante. In questi giorni si sta discutendo di manovre finanziare e tra le misure allo studio del Governo c’è anche quella per l’introduzione di un nuovo tetto per il contante, ovvero limitare la disponibilità per i pagamenti tra i 1.500 e i 2.000 euro. Perché questa misura? L’obiettivo è quello di tracciare i pagamenti per cercare di colpire fenomeni come quello dell’evasione fiscale e del mercato nero: la cosiddetta “economia sommersa” che secondo un recente rapporto dell’ISTAT vale 200 miliardi di euro all’anno. Quanto usano gli italiani il contante? L’80% delle transazioni avviene con denaro contante, rendendo l’Italia un paese anomalo rispetto agli altri paesi Europei che fanno più uso delle carte. Perché siamo così tanto legati al contante? È solo questione di comodità oppure non ci piacciono i pagamenti con le carte? Voi cosa ne pensate e come siete soliti fare i vostri “primi” pagamenti?

Marcella Cocchi, blogger per il Quotidiano.net, questa volta vi parla di stragi sulle strade. Partendo dall’incipit di un articolo di Leo Turrini, pubblicato qualche giorno fa sulle pagine de Il Resto del Carlino, la giornalista evidenzia come la maggior parte delle nostre città riportino i segni (fiori, lapidi, fotografie) delle stragi sulle strade. Nel corso dell’ultimo anno sono stati registrati 472 incidenti, 652 feriti e 9 morti al giorno e aumenta la percentuale dei giovani vittime di questi incidenti (+25%). Sballo, guida senza cintura, corse a folle velocità e uso improprio dei cellulari sono tra le cause maggiori di incidenti tra i giovani sotto i 30 anni, un dato che è sempre più in crescita. La Cocchi riporta anche un altro articolo (di Laura Giannini) che ha intervistato Stefano Guarnieri, il papà di una vittima delle stragi della strada (nel 2010 suo figlio diciassettenne fu ucciso da un automobilista ubriaco) che ha fondato un’associazione per prevenire altri incidenti e altre vittime come suo figlio. La legge sull’omicidio stradale ha preso ispirazione, in parte, proprio da questa associazione. Voi cosa ne pensate delle stragi sulle strade? Avete mai assistito ad episodi di negligenza da parte di alcuni automobilisti che avrebbero potuto generare un incidente?

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