Nicola Saldutti, blogger per il Corriere della Sera, questa settimana vi parla di un argomento che può sembrare un po’ complicato: la Libertà. Nelle scorse settimane l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea di Strasburgo perché nel nostro paese esiste una pena carceraria, il cosiddetto “Ergastolo Ostativo”, una pena che viene inflitta a chi ha commesso reati molto gravi, come terroristi e mafiosi, che limita tutta una serie di benefici. Secondo la Corte Europea questa pena va contro i diritti umani. In un paese come l’Italia, dove la pena ha una funzione rieducativa, questa situazione divide non poco l’opinione pubblica. Il giornalista vi chiede fino a che punto è giusto che la libertà di queste persone venga limitata? È giusto che l’ergastolo sia così stringente o è più giusto che i diritti concessi ai detenuti vengano ampliati? Prima di affrontare il tema Nicola Saldutti vi dà un suggerimento: controllate quello che dice la Carta Costituzionale all’interno della quale vengono definiti di diritti delle persone.

Luca Tremolada, blogger per Il Sole 24 Ore, questa settimana vi parla invece della vostra generazione. Un rapporto commissionato dal Ministero della Salute su 58mila adolescenti, ovvero la Generazione Z, riporta che tra i giovani dai 12 ai 15 anni il 90% dice di vivere una vita felice e di sentirsi soddisfatto della propria vita, ma al tempo stesso dichiara di fare un larghissimo uso di farmaci. Non mancano poi tutta una serie di comportamenti disfunzionali legali all’alcol, al fumo e al gioco d’azzardo. Tra i comportamenti disfunzionali legati all’alcol viene segnalato il fenomeno del “binge drinking” che consiste nel bere 5 o più bicchieri di superalcolici in una sola volta e che negli ultimi 5 anni è molto aumentato. Partendo dal presupposto che tutte le generazioni hanno avuto dei cattivi comportamenti quello che Tremolada vi invita a fare è di parlarne a scuola con una visione giornalistica: i media secondo voi parlano in maniera corretta della vostra generazione? Stanno guardando nella giusta direzione o ci sono altre “dipendenze” che non sono state prese in considerazione?

Marcella Cocchi, blogger per il Quotidiano Nazionale, questa settimana vi parla di sprechi alimentari, un tema oggi fortunatamente molto sentito. La giornalista prende in esame un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul suo giornale dal titolo “Valanga di cibo nei rifiuti. Buttati 450 euro a famiglia”. All’interno dell’articolo vengono riportati una serie di dati relativi agli sprechi alimentari e si fa riferimento ad una serie di applicazioni per smartphone che possono aiutare a ridurre gli sprechi alimentari. Tra le app del momento ci sono ad esempio l’app “Bring the food” che permette di mettere in contatto i commercianti con gli enti benefici a loro, geograficamente, più vicini per poter donar loro il cibo non venduto. Un’altra app, la danese “My Food” permette di creare un punto di ritiro così che bar, ristoranti, alberghi ecc. possano mettere a disposizione, attraverso una box, gli alimenti invenduti. Voi cosa suggerite di fare, anche in base alla vostra esperienza casalinga, contro gli sprechi alimentari?

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