Buon lunedì ragazzi,
come sempre iniziamo la settimana con i nuovi temi lanciati dai giornalisti per l’appuntamento numero 28 del concorso ilquotidinoinclasse.it. Siete pronti a dire la vostra?

Orsola Riva de Il Corriere della Sera vi parla del Festival di Cannes e in particolare del film francese La Belle Époque. Il film racconta la storia di un fumettista, vecchio, depresso e brontolone interpretato dal famoso attore francese Daniel Auteuil. La moglie non lo sopporta più e lo butta fuori di casa. Il protagonista si ritrova quindi in mezzo alla strada senza un soldo ma con in tasca un biglietto datogli dal figlio per un’agenzia che fornisce uno stranissimo servizio: la possibilità di tornare indietro nel tempo in un epoca di proprio gradimento e di rivivere in quell’epoca. Victor, ancora sconvolto dalla rottura fulminea con la moglie, sceglie di tornare indietro al loro primo appuntamento al ristorante “La Belle Époque”, nome dal quale prende appunto titolo il film.

La domanda che viene offerta dalla trama del film per voi è questa: se poteste scegliere di vivere in un’epoca storica del passato, oppure se vi foste data la possibilità di “rigirare” magari migliorandolo, un evento del passato, a che punto tornereste? Fin dove riavvolgereste il nastro?

Luca Tremolada per Il Sole 24Ore vi parla invece dello scontro che vede contrapposto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al colosso della tecnologia cinese Huawei.
Un ordine restrittivo di Washinghton ha vietato alle aziende americane di intessere relazioni commerciali con aziende ritenute pericolose per l’interesse nazionale, tra queste appunto Huawei, l’azienda cinese accusata di spiare i cittadini americani. Non ci sono prove concrete di questo presunto spionaggio, ma questa notizia è solo l’ultima di un’escalation di tensione tra Trump e Huawei. Cosa c’è sotto? Sappiamo che tra Cina e Stati Uniti c’è in ballo una guerra commerciale tesissima e sappiamo anche che quella alla quale siamo assistendo è una nuova tipologia di Guerra Fredda. È un periodo storico che voi non avete vissuto in prima persona, ma che di certo avete studiato o studierete. Sta voi quindi analizzare analogie e differenze tra quel momento storico e questa nuova Guerra Fredda combattuta attraverso i poteri delle grosse piattaforme digitali. È un conflitto moderno, ma che si basa su logiche antiche, ossia le logiche del predominio commerciale e quindi della crescita economica alla base delle guerre mondiali che state certamente studiando. Questo non vuol dire che si arriverà a uno scontro, ma di certo questa tensione non fa bene a nessuno. Non fa bene a Huawei che non potrà usufruire del sistema Android, ma non fa bene neppure alle aziende americane, Google in primis, proprietaria del sistema Android. Voi che cosa ne pensate?

Marcella Cocchi di Quotidiano.net questa settimana vi parla di due tendenze del mondo del commercio online e offline.
In questi ultimi anni si è affermato il potere dell’e-commerce. Tantissimi prediligono infatti gli acquisti sul web piuttosto che gli acquisti nei negozi fisici, soprattutto per via dei tanti sconti e delle offerte che gli e-commerce possono garantire. Quello che però sempre più spesso sta succedendo è che gli acquirenti provano i prodotti (calzature o abbigliamento) nei negozi per verificare taglia e materiali e poi acquistano online. Un commerciante di Sarzana in Liguria ha deciso di ovviare a questo problema inventandosi una “tassa” per far misurare i prodotti, ma non è il solo. Sono sempre più frequenti i negozi, soprattutto quelli delle grandi città, in cui viene richiesto un compenso per provare i capi, più o meno attorno ai 10 euro, cifra che viene rimborsata in caso di acquisto. In tutta risposta i giganti del web hanno invece introdotto i camerini virtuali, con tanto di avatar-manichino virtuale che riproduce le forme del nostro corpo per verificare la vestibilità dei capi. È la lotta tra Davide, i piccoli negozianti, contro Golia, cioè i giganti dell’e-commerce e tra un progresso inevitabile che non si può arrestare e la nostra capacità di adattarci. Isaac Newton diceva: per vedere lontano ho dovuto mettermi sulle spalle dei giganti. Voi che cosa ne pensate?

 

 

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