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Buon lunedì ragazzi! Eccoci, puntuali, con i temi della ventunesima settimana.

 

Orsola Riva, per Corriere della Sera, questa settimana parla proprio di voi: i Millennials. Con questo termine si indica la “generazione del Millennio”, i nati tra gli anni ’80 e il 2000. La vostra generazione, formata da 2,3 miliardi di ragazzi, risulta essere ricca di contraddizioni: è al contempo la generazione “neet”, ovvero composta da 2 milioni di ragazzi che né studiano né lavorano, e la generazione di Zuckerberg, degli startupper che, seppur giovanissimi, riescono a rivoluzionare il mercato “inventandosi” il proprio lavoro se non ne trovano uno.

 

La natura complessa e contraddittoria di questa generazione ha portato alla nascita di molti termini diversi per definire i Millennials nel mondo: in Spagna vengono chiamati “Mileuristas” (la generazione che guadagna mille euro al mese), la Norvegia li chiama “la generazione seria”,  i cinesi la “generazione mangia-anziani”, i giapponesi la “generazione in grado di fare due cose contemporaneamente”. Tutte queste definizioni possono essere giuste e riflettono uno degli aspetti della vostra “generazione del Millennio”.

 

Ecco quindi la sfida che vi pone la Riva: pensate anche voi ad una definizione nuova che descriva ambizioni, frustrazioni e sogni della vostra generazione.

 

 

 

Luca Tremolada per Il Sole 24 Ore vi parla di guerra e indicatori. I conflitti sono un tema molto attuale: nei giorni scorsi abbiamo assistito al dibattito su un possibile intervento dell’Italia in Libia, con il “no” da parte del nostro Presidente del Consiglio Renzi e la pressione da parte di Inghilterra e USA per l’intervento militare italiano.

 

In generale, da sempre l’opinione pubblica si divide tra pacifisti e favorevoli agli interventi militari. Ma vi siete mai chiesti quali interessi muove la guerra? Per comprendere meglio un tema che fa da sempre parte della nostra attualità,  è necessario analizzare singolarmente le sue componenti fondamentali.

 

Ciò che Luca Tremolada vi propone è di studiarla utilizzando gli indicatori: come reagiscono le borse alla guerra o anche solo all’annuncio di un possibile intervento militare? Stupiteci: cercate di capire quali sono gli interessi e gli indicatori che meglio raccontano un conflitto, così da arrivare a prendere una vostra posizione. Dunque, guerra o pace?

 

 

 

Gianluigi Schiavon, per Quotidiano Nazionale, vi parla di fenomeni attuali legati alla tecnologia. Il tema della settimana prende spunto dall’inchiesta digitale pubblicata la settimana scorsa con il titolo “Teenager, connessioni pericolose, uno su cinque online anche di notte”. Nell’articolo si parla di dati incredibili: tra gli adolescenti, 1 su 5 si sveglia di notte per controllare se ha ricevuto messaggi o altre interazioni social (fenomeno conosciuto come “Vamping), e tra gli adulti è addirittura 1 su 4 a controllare il proprio smartphone durante la notte. Il rischio è che questi dispositivi diventino un’ossessione per tutti. Nell’indagine viene intervistato il professor Tonioni, coordinatore del centro pediatrico  per la Psicopatologia da web del Policlinico Gemelli di Roma, che invita i genitori ad essere più presenti e “non utilizzare il web come balia”.

 

In occasione della Giornata della Sicurezza Digitale è stata inoltre diffusa una guida per i più giovani con alcuni consigli: impostare il massimo grado di protezione di privacy offerta dai Social; non pubblicare informazioni riservate; accettare tra gli amici solo le persone che si conoscono nella realtà e prestare attenzione a ciò che si pubblica sul web, poiché questo costituisce una sorta di “biglietto da visita” della persona. Un ultimo consiglio è quello di non incontrare dal vivo i soggetti conosciuti tramite web.

 

La domanda è dunque questa: web e connessioni pericolose, voi sapete difendervi da soli?

 

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