Buon lunedì ragazzi! Eccoci con i temi dell’ottava settimana de ilquotidianoinclasse.it.

Orsola Riva per Corriere della Sera vi racconta la storia di una maestra della periferia di Roma, candidata a quello che è considerato il “nobel” per il miglior professore del mondo. Si chiama Barbara Riccardi e insegna in un Istituto Comprensivo nel quartiere Spinaceto. La sua storia è balzata agli onori della cronaca anche per le sue dichiarazioni: con il milione di dollari in palio che potrebbe vincere in qualità di migliore docente del mondo, la Riccardi migliorerebbe gli infissi e l’impianto di riscaldamento della sua scuola, che versano in condizioni non buone.

 

La Professoressa ha anche aggiunto che la buona scuola, in fin dei conti, non è fatta di equipaggiamenti quanto dell’amore che ci si mette nel farla. E lei, in effetti, ce ne mette tanto: ha realizzato con i suo studenti un orto didattico, segue costantemente la produzione del giornalino scolastico ed è responsabile dei programmi di scambio culturale con la Francia!

 

Passando a voi ragazzi, la Riva vi invita a riflettere sulla vostra carriera scolastica: avrete certamente incontrato tanti docenti, non tutti uguali, di sicuro! Alcuni avranno lasciato il segno, altri forse un po’ meno. Quale è stato il professore o il maestro che in qualche modo, se anche non vi ha cambiato la vita, ha comunque segnato una tappa importante per voi? In cosa ha cambiato la vostra percezione del mondo?

 

 

 

Luca Tremolada per Il Sole 24 Ore vi parla di intrattenimento e divertimento. La musica, appena 20 anni fa, aveva la forma di un disco nero di vinile, mentre i film si andavano a noleggiare in videoteca e i videogiochi erano registrati su cassette magnetiche! Tempi non distanti cronologicamente, ma che in realtà sembrano lontani anni luce! La musica oggi è liquida, si fruisce in streaming, con Spotify ad esempio, come anche i film. I libri in un certo senso sono quelli cambiati di meno, anche se oggi possono essere fruiti anche con gli eBook.

 

In poche parole, un tempo gli oggetti culturali avevano una forma fisica, si potevano toccare; oggi, invece, con le nuove tecnologie, è cambiata la loro modalità di distribuzione e la fruizione.

 

Voi ragazzi cosa ne pensate? Vi piace questa musica liquida? Vi piace questa industria culturale del divertimento che ha smaterializzato tutto, ma che ha reso la fruizione della musica gratuita e accessibile ovunque? Oppure, vorreste tornare indietro agli oggetti fisici da collezionare?

 

 

 

Gianluigi Schiavon, per Quotidiano Nazionale,  vi parla di alimentazione, sulla base di due articoli pubblicati recentemente su QN. Il primo titola “Vermi e insetti finiscono nel piatto. Brutti ma più saporiti del caviale” e riporta le dichiarazioni dell’inventore della barretta a base di larve, l’altoatesino Stefan Klettehammer, che sostiene che abituarsi a questi cibi è solo questione di cultura e abitudine. Del resto, anche scampi e gamberi non sono poi così diversi esteticamente dalla larve.

 

L’altro articolo, invece, racconta la storia di nonno Dante, che festeggia i suoi 11o anni e svela i segreti del suo elisir di lunga vita: camminare il più a lungo possibile, vivere tranquilli e mangiare le verdure dell’orto, coltivate naturalmente e secondo la stagionalità.

 

Di recente, anche l’Expo 2015 ha sdoganato i nuovi cibi: sin da ora possiamo mangiare insetti, alghe, vermi, cibo tecno-bio e chi più ne ha più ne metta! Ad esempio, l’Italia sta diventando, proprio a seguito dell’Expo, importatrice di carne di coccodrillo e zebra dallo Zimbabwe. L’Olanda, invece, ha già prodotto il primo hamburger sintetico, creato in laboratorio con le staminali della mucca.

 

La domanda che Schiavon vi pone, dunque, è: in un momento come questo, in cui il cibo è di moda e in cui siamo costantemente bombardati dai media sulla cucina e l’alimentazione, secondo voi è giusto inventare continuamente nuovi cibi?

 

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