Buongiorno ragazzi,

con i temi di oggi diamo il via al secondo campionato di questa edizione!

Ecco cosa Orsola Riva, Luca Tremolada e Marcella Cocchi hanno pensato per voi.

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla di Nonno Libero ovvero di Lino Banfi.

La maggior parte di voi conosce questo attore proprio per il ruolo che ha interpretato nella celebre fiction “Un Medico in Famiglia”. Per la generazione a cui appartiene la giornalista, invece, Lino Banfi è Oronzo Canà  protagonista del film “Un allenatore nel pallone”, pellicola su cui generazioni e generazioni hanno riso.

La settimana scorsa Luigi Di Maio lo ha nominato nuovo membro della Commissione italiana per l’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di salvaguardare il patrimonio artistico e ambientale dell’umanità. 

Il nome di Lino Banfi ha suscitato molte critiche perché egli non ha titoli particolari e anzi in conferenza stampa ha fatto una battuta forse un po’ stonata, come sottolinea la giornalista, dicendo che porterà un po’ di allegria e divertimento in mezzo a tutti quegli iper laureati come se essere laureati volesse dire essere noiosi e barbosi. In realtà, lo sappiamo bene, non è così e a dimostrarlo c’è proprio un conterraneo di Lino Banfi ovvero Checco Zalone. Zalone è laureato in giurisprudenza e riesce a far ridere tutti al cinema.

Senza nulla togliere allo straordinario talento di Lino Banfi la giornalista vi chiede: è giusto averlo nominato nella Commissione che si occupa di preservare il patrimonio culturale? Pensate che dietro questa scelta si nasconda un po’ di disprezzo per gli intellettuali laureati in un paese che vanta il record del minor numero di laureati in Europa?  Non sarebbe meglio mandare un segnale per cui la laurea è importante?

 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla della crisi dei partiti, il 2 per mille e la politica.

Il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito però c’è uno studio per misurare il consenso della popolazione, che paga le tasse alla politica, chiamato 2 per mille. Si tratta di una quota del reddito che i cittadini dichiarano allo Stato che può andare a finanziare diverse attività tra cui i partiti. Info data ha analizzato proprio questo valore, il 2 per mille appunto, per capire quanti soldi questi ricevano dalle persone. Quello che è emerso è che il risultato elettorale è nettamente diverso rispetto ai soldi che arrivano ai partiti in maniera spontanea dagli elettori. Al PD vanno sette milioni di euro, mentre alla Lega arrivano solo tre milioni. Eppure la Lega ha vinto le elezioni. Il Movimento 5 stelle ha rinunciato al 2 per mille e per questo non compare nella classifica.

Questo racconta che c’è un mondo che esprime un consenso nella cabina elettore e c’è un mondo che esprime il proprio consenso destinando parte del suo reddito ai partiti. Questo fenomeno va inquadrato in un contesto più ampio che è quello della crisi dei partiti. In 10 anni si parla del 97% in meno di spese dirette della politica, il sistema dei partiti non è sparito: in Italia è in un momento di crisi e i soldi che arrivano dal 2 per mille sono solo uno degli indicatori di questa crisi.

Il giornalista vi invita a fare un’attenta analisi e capire se secondo voi esistono altri indicatori della crisi che stanno subendo i partiti italiani.

 

Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionale, vi parla del riscatto del Sud.

Matera è la prima città del Sud ad essere stata scelta come capitale europea della cultura. La città dei sassi, patrimonio dell’Unesco, per quarantotto settimane ospiterà mostre, concerti, passeggiate con gli abitanti del posto che descriveranno il suo passato.

Carlo Levi nel suo celebre libro “Cristo si è fermato a Eboli” descrisse la situazione dei sassi nel 1945. Egli descrisse i sassi come “grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone, dentro i buchi neri delle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali”.

Nel 1948 Togliatti fu il primo ad andare a Matera e a portare all’attenzione dell’Italia intera  la situazione di profondo degrado. Ma dal passato passiamo al futuro perché Matera, come capitale della cultura, ha come slogan proprio “Open future”, dunque la speranza di aprirsi al futuro. Da qui potrebbe partire il riscatto del Sud: si prevede che arrivino 700 000 turisti, si prevede lo sblocco di alcuni fondi che per gli abitanti locali potrebbero servire per le aziende e per la costruzione della nuova ferrovia.

Altro aspetto positivo è il fatto che tanti giovani abbiano contribuito all’investitura ricevuta da Matera e la speranza, quella più importante, è che in qualche modo si possa invertire una tendenza che è quella dell’emigrazione.

Per una volta, dice la giornalista, proviamo anche noi a fare in modo che le cose possano cambiare: voi come scrivereste il futuro del Sud?

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