Ieri, 1° marzo 2012 ci ha lasciati un grande della musica italiana: Lucio Dalla. Voi non eravate neanche nati, quando Lucio cantava, ma come non conoscerlo? Poche parole per descriverlo, bastano quelle dei suoi amici e la sua canzone più famosa. Noi del Qic vogliamo ricordarlo così.

 

LO STILE INCONFONDIBILE – «Non si fermava mai, aveva sempre dei progetti, l’ho sentito 10 giorni fa», dice Caterina Caselli: «Ha lasciato le sue canzoni, il suo genio e il suo spaziare senza steccati, una persona eclettica e con una grande vitalità. Era bello poter parlare con lui». Anche Renzo Arbore non ha potuto esimersi dal ricordare il cantautore: «Era un musicista originale, di grande valore che ha inventato uno stile italiano e anche napoletano. Per lui succederà quello che è successo con Gaber e De Andrè: le sue opere migliori verranno studiate e apprezzate, si capisce che è nuova letteratura e poesia». «Lucio no, proprio non me l’aspettavo!», spiega invece Eugenio Finardi: «L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano». E ancora Antonello Venditti: «Muore un amico, un compagno di viaggio per tutti gli anni ’70 e ’80. Muore una parte importante di me».

Da: Corriere.it

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