Il settore dell’industria automobilistica rappresenta una parte importante del Prodotto Interno Lordo ed deve quindi essere d’interesse dello stato mantenerlo attivo.

Inoltre è ormai evidente a tutti quanto l’inquinamento dovuto alle attività umane stia influenzando negativamente il clima; le conseguenze dell’innalzamento delle temperature rischiano di provocare danni irreversibili al mondo che conosciamo e deve essere un obiettivo prioritario per il governo intervenire nel tentativo di rallentare e fermare questo disastroso processo.

 

Favorire la transizione della produzione delle automobili alla propulsione elettrica rappresenta quindi un doppio vantaggio per lo stato: da una parte determina il rilancio del mercato automobilistico, aumentando di conseguenza il Prodotto Interno Lordo, dall’altra garantisce una diminuzione delle emissioni di gas di scarico grazie all’utilizzo di motori elettrici.

 

Le maggiori critiche a questo tipo di motori sono rivolte allo smaltimento delle batterie usate, che contengono prodotti altamente inquinanti. Tuttavia, gli esperti del settore garantiscono che sono in via di sviluppo tecnologie in grado di riciclare la maggior parte di questi materiali. 

Un altro punto critico è il fatto che la maggior parte dell’energia elettrica oggi viene ancora prodotta per combustione e si rischia di spostare semplicemente il problema dalle città alle zone di produzione dell’energia stessa. Sappiamo tuttavia che le tecnologie per la produzione di energia pulita si stanno diffondendo, con una produzione sempre crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili, quali l’energia solare ed eolica.

 

È quindi fondamentale che lo stato si impegni nel garantire un piano chiaro e significativo di incentivi al settore industriale dell’auto, perché questo si rinnovi seguendo le tecnologie più avanzate, al fine di garantire una produzione al passo con i tempi nel rispetto dell’ambiente.

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